Lettori fissi

sabato 18 giugno 2016

A good book is a good friend – “Letto di ossa” di Patricia Cornwell

Patricia Cornweel era una delle mie scrittrici di thriller preferite in assoluto.
Il suo primo libro che ho letto è stato Il cimitero dei senza nome, un libro che per me è legato a una delle mie migliori amiche e all'estate più bella della mia adolescenza.
Un sacco di bei ricordi per un semplice thriller.
Quell'estate nacque il mio amore per Kay Scarpetta che proseguì romanzo dopo romanzo, con un ritmo più che serrato.
Negli ultimi anni però qualcosa si è spezzato...
Letto di ossa
Alberta, Canada. Quando una famosa paleontologa scompare da uno scavo in cui ci sono i resti di un dinosauro, Kay Scarpetta capisce immediatamente che questo sarà il suo nuovo caso. Nel frattempo a Boston viene ritrovato un corpo che rivela degli indizi legati alla sparizione della paleontologa, in particolare delle tracce di creature risalenti all'era dei dinosauri, nonché ad altri casi insoluti che sembrano non avere niente in comune tra loro. Cosa e chi c'è dietro tutto questo? E di chi si può fidare Kay Scarpetta? Il collega investigatore Pete Marino e il marito Benton Wesley sono entrambi insoddisfatti per come stanno andando le cose al Cambridge Forensic Center e la nipote Lucy ha un atteggiamento più riservato e misterioso del solito. Sentendosi tradita da quelli più vicini a lei, Kay teme questa volta di essere davvero sola di fronte a un nemico scaltro, potente e temibile che sembra impossibile sconfiggere. (Trama tratta dal sito La Feltrinelli). 
Ormai uscito nel 2013, l'ho acquistato subito dopo la sua uscita nelle librerie, se l'ho lasciato a latitare nella traballante-pila-di-libri-da-leggere è solo perchè, già con il libro precedente, avevo percepito che qualcosa era cambiato.
Kay Scarpetta non mi prende più come un tempo.
Non so cosa sia successo a Patricia Cornwell ma trovo che i suoi romanzi abbiano preso una direzione totalmente diversa rispetto ai primi thriller mozzafiato.
Letto di ossa non fa eccezione: la scrittura è appesantita da descrizioni talmente tecniche da risultare noiose e devianti, tutta la storia sembra permeata di una patina di burocrazia che appescantisce e annoia il lettore.
Per chi ha amato per tanti anni una scrittrice e il suo migliore personaggio è brutto, quasi come se un'amica di sempre cambia drasticamnete e non c'è più l'alchimia di prima, ci si vede comunque ma non con lo stesso entusiasmo.
E ogni tanto, continuare a frequentarsi nella speranza che si torni quelle di una volta sembra solo tempo sprecato.
Voto: ** e mezzo

4 commenti:

  1. Come ti capisco, io mi sono disamorata da un po' della Cornwell e con gran dispiacere, anche per me i primi libri sono un mondo a parte con una loro logica e fascino. La sensazione è che sarebbe ora di accantonare un personaggio che ormai dice poco fino a che idee nuove non emergano. Francamente pare che l'idea iniziale sia stata sfruttata all'osso

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    1. Cristina, ahimè, la penso proprio come te. Ho amato per anni Kay Scarpetta, i primi romanzi erano formidabili, ti tenevano incollata al libro dalla prima all'ultima pagina... Ora, fatico nella lettura, lo sento anche io come un personaggio su cui è già stato scritto tutto quello che poteva essere scritto.

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  2. Non ho mai letto Patricia Cornwell, ma so che è sempre brutto quando un personaggio di un romanzo che ti piace inizia a deluderti!

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    1. Verissimo cara, dispiace davvero, come se si parlasse di un amico!

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